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Il brusio della Vita, appartamento in affitto -Carovigno (BR)
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L'appartamento posto in una posizione ideale da dove sar possibile raggiungere alcune fra le pi belle cittadine e spiagge del Salento e di Carovigno (bandiera blu d'Italia). A sud, nel cuore del Salento, la citt di Lecce con il suo fastoso barocco; Otranto con le lunghissime spiagge e la Cattedrale scrigno del meraviglioso mosaico con L'albero della Vita. A nord i luoghi del romanico e del mistero: Trani, Ruvo e Molfetta e le imponenti cattedrali romaniche; Minervino, balcone sulla Murgia e poco distante il Misterioso castello federiciano Castel del Monte; ad ovest (in Basilicata) Matera, la citt dei sassi con le case, gli alberghi e i locali scavati nella roccia di tufo.

 Alberobello Nato come villaggio di agricoltori, insediatisi in un vasto bosco di querce selvagge; proprio da questo deriverebbe il suo nome, in origine appunto Silva Arboris Belli. È un sito UNESCO, che dai primi anni del Rinascimento divenne abitato caratterizzato da architetture originalissime: i Trulli. Costruiti con sole pietre calcaree, le “chiancarelle”, e senza utilizzare la malta, hanno una copertura conica che termina con un pinnacolo spesso di diverse forme; all’esterno sono talvolta decorati con simboli che richiamano la magia, il mondo primitivo e la cristianità. La passeggiata si svolge tra la zona più antica, Aia Piccola e quella più recente, il Rione Monti, dove gli artigiani invitano i turisti ad entrare nei loro Trulli per visitarne la struttura e degustare i prodotti tipici locali.

 

 

 

  

 A pochi chilometri dal mare, in eccezionale posizione panoramica, adagiata su tre colli, si affaccia su un tappeto verde - argenteo di ulivi, Ostuni, “la città bianca”. Fu greca, longobarda e normanna, appartenne ai Francesi, a Isabella d’Aragona e anche ai Veneziani. All’interno delle mura turrite della fine del 400, il centro storico è un labirinto di vicoli suggestivi, un candido ricamo di case in pietra, palazzi e palazzetti barocchi uniti da scale, viuzze e botteghe. Al culmine dell’altura, dopo una intrigante passeggiata in leggera salita, la cattedrale del 400 romanico-gotica, dominata da un insolito timpano curvilineo e un meraviglioso rosone a 24 braccia.

 


Il Salento è un concentrato di storia pugliese e di tradizioni legate alla Grecia e a Bisanzio. È terra di stupore, perché anche nel paese più piccolo e silenzioso canta una chiesa barocca, un castello, un palazzo baronale. E’ terra incerta tra due mari, Adriatico e Ionio, che bagnano le coste sabbiose o scogliose, a seconda dei nostri desideri, dove nulla è scontato. Ovunque si è tentati dalla cordialità degli abitanti: l’ospitalità è ancora un valore sacro e spesso capita di essere chiamati con un grande sorriso ad assaggiare specialità culinarie o ad entrare  in una cappella aperta, lasciata al rispetto religioso del viandante. A Lecce si giunge con emozione, come se  fossimo attesi nel salotto di una ricca e seducente nobildonna che non può dimenticare il suo passato classico. L’anfiteatro romano irrompe infatti nell’atmosfera rinascimentale e barocca di Piazza Sant’Oronzo, luogo dove dal Palazzo del Sedile, alla congiunta chiesetta di San Marco, fino alla statua di Sant’Oronzo collocata su una delle colonne della via Appia, si respira il lustro della Lecce angioina, spagnola. Ma quando si giunge dinanzi alla Basilica di Santa Croce o nella Piazza del Duomo si ha la netta sensazione di essere all’interno di una rappresentazione.

 

 Sulla parte più orientale d’Italia, Otranto. Città greca e romana, nel Medioevo fu uno dei più importanti centri del dominio bizantino in Italia, capoluogo e base militare del territorio circostante. Al periodo di massimo splendore mise fine il memorabile assedio dei turchi, nel 1480, con un massacro di 800 idruntini, i famosi martiri d’Otranto.
Tra i giochi di luce delle pietre assolate, il mondo pare riscattarsi e godere del profumo del mare, alternato a quello delle delizie culinarie che ci tentano dalle vetrine, nei vicoli. L’artigianato del cuoio, dell’argilla, della lavorazione delle pietre, attrae ogni anno tantissimi turisti. Il richiamo delle numerose botteghe artigianali, dei deliziosi punti di ristoro, concentrati in poche bianche stradine, non distrae dalla visita ad un gioiello di architettura orientale: la chiesetta di San Pietro d’Otranto che apre il suo portale ai visitatori sbigottiti dinanzi alla concentrazione dei colori affrescati sulle pareti. Dopo qualche passo, l’atmosfera raccolta di quel luogo lascia spazio alla magnificenza del Castello, sul mare, edificato alla fine del Quattrocento dagli Aragonesi. Il vero gioiello della città e però la Cattedrale romanica. Essa conserva il meraviglioso mosaico in tessere policrome che formano un enorme albero della vita e che concentra tutto il sapere del medioevo, la cappella dei martiri e la cripta a cinque navate.

 

 Luogo privilegiato, tanto da essere nominato sito Unesco per la sua eccezionalità, è Castel del Monte, situato in una terra di confine tra la provincia di Bari e Foggia ed arroccato su di un’altura da cui, strategicamente, domina il paesaggio sottostante. E’ stata la dimora più amata dall’Imperatore Federico II di Svevia, la più originale come forma (ottagonale, con otto torri ottagonali)  e che ancora oggi, dopo anni di studio, è avvolta nel mistero del suo reale significato e  della sua destinazione. La costruzione risale alla prima metà del Duecento e la totale assenza di meccanismi di difesa e prigioni avvalora l’ipotesi secondo cui il castello non fu costruito per scopi difensivi ma semplicemente abitativi o addirittura esoterici.

 

 Trani è nota nella storia pugliese per il suo spessore culturale, attribuibile in parte all’amore per questa terra da parte di Federico II, ma anche alla presenza costante di scambi con l’Adriatico e Venezia, al rapporto con la Terra Santa all’epoca dei Crociati, alla creazione della Universitas di stampo giuridico. Questi antichi eventi riecheggiano nell’atmosfera  che accoglie i visitatori della bellissima Cattedrale: strategica la sua vicinanza al mare e al Castello federiciano, incantevole il suo alto campanile e le absidi estradossate. La storia del Duomo è raccontata dalla sua stratificazione: un ipogeo dedicato a San Leucio (VII sec.), la chiesa di Santa Maria (VIII sec.) che si sviluppa fino alla cripta della chiesa superiore dedicata a San Nicola Pellegrino datata 1099. La visita si svolge nella lettura di particolari artistici come i bassorilievi, le colonne, i capitelli e le tracce di antichissimi affreschi. L’esterno è ricchissimo di immagini scolpite sia di carattere biblico, sia legate alla tradizione del bestiario medievale, opera didascalica che trattava in modi mitici e leggendari delle qualità degli animali con intento moraleggiante. E’ celebre anche la porta di bronzo della cattedrale datata 1180 e decorata da formelle di scene bibliche e mitologiche.

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